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Cos’è la Business Intelligence e come implementarla in azienda

Oggi viene chiesto alle imprese di modificare velocemente le proprie strategie e persino i propri modelli di business per adattarsi a un mercato sempre più globale e mutevole.La base per poter essere così flessibili sta, sottolineano gli analisti, nello sfruttare adeguatamente la mole di conoscenze che si possono ricavare esaminando i dati generati quotidianamente dai processi d’impresa e da sorgenti esterne. È genericamente il campo della Business Intelligence, termine non nuovo ma che si sta arricchendo di nuovi significati e su cui vale la pena fare chiarezza.

Storicamente la BI è stata considerata come l’insieme degli strumenti e delle tecniche tramite cui trasformare i dati (soprattutto transazionali dell’azienda come ordini, vendite, stock…) in informazioni utili a decidere come muoversi strategicamente e tatticamente per migliorare il business d’impresa. Queste informazioni si concretizzano tradizionalmente in report, dashboard, grafici, mappe e quant’altro possa mettere in evidenza (in modo comprensibile e sintetico) come si è mosso e come sta andando il business. Questa concezione è fondamentalmente di analisi descrittiva: spiega cos’è successo e cosa sta succedendo, non cosa succederà (analisi predittiva) o cosa accadrebbe se prendessi determinate decisioni invece di altre (analisi prescrittiva).

Oggi la definizione di Business Intelligence non è più così granitica. Gli strumenti a disposizione delle imprese sono più variegati e spesso puntano ad aggiungere elementi di analisi predittiva e prescrittiva a quelli tradizionali. Questo anche grazie alla diffusione di funzioni di Machine Learning che permettono di identificare tendenze e altri fenomeni “nascosti” a partire dai dati di business. Altre evoluzioni importanti riguardano poi i formati di visualizzazione delle informazioni raccolte, sempre più interattivi, e la possibilità di estendere l’uso degli strumenti di BI anche a utenti meno tecnici come i Business Manager. Il fine è comunque sempre lo stesso: aiutare a prendere decisioni “informate” per ottimizzare il business e i processi d’impresa.

Partendo da questa concezione allargata della Business Intelligence è facile immaginare come essa possa entrare in azienda in molti modi. Quello più tradizionale è l’implementazione di una piattaforma specifica di BI che operi parallelamente all’ERP d’impresa, che agisca come sua fonte principale (ma non unica, dipende dai casi e dagli scopi) di dati da analizzare. In questo scenario la piattaforma di BI estrae dall’ERP (e da eventuali altre sorgenti) i dati che servono alle sue analisi, li ottimizza e ne estrae le informazioni volute. La scelta della piattaforma BI in questi casi è sempre molto legata all’ERP in uso, dovendo i due tool operare in stretta sinergia.

Sempre più, però, le funzioni di Business Intelligence si rendono disponibili alle imprese direttamente attraverso il loro ERP. L’analisi dei dati di business è un requisito ormai fondamentale per qualsiasi azienda, quindi molti produttori di ERP hanno provveduto a integrare elementi di BI nelle loro piattaforme o come moduli di espansione specifici. Il vantaggio sta nella semplicità di integrazione: il modulo di BI è progettato da zero per dialogare strettamente con l’ERP, quindi la condivisione dei dati è trasparente. Non è detto però che questo tipo di soluzione sia automaticamente la migliore: la maggiore praticità dev’essere confrontata con le funzioni di analisi e reporting offerte dall’ERP “esteso”. Queste ultime mediamente sono più limitate rispetto a quelle di un tool di BI vero e proprio e per questo potrebbero essere insufficienti per le tue necessità.

Un terzo tipo di strumenti per la Business Intelligence che si è fatto strada nelle imprese comprende i software cosiddetti “self service”. Si tratta di soluzioni più semplici delle grandi piattaforme, spesso mirate a contesti specifici e che si caratterizzano per una relativa semplicità di utilizzo. Non è cioè necessario essere esperti di gestione dei dati o di statistica per poter effettuare analisi e ciò permette, alle software house che propongono questi strumenti, di rivolgersi agli utenti business e non all’IT aziendale. I tool self service, o altri strumenti analoghi per impostazione, vengono infatti spesso adottati direttamente dalle business unit (e non come piattaforme trasversali) per tutte le esigenze di BI dell’impresa.

Per approfondimenti visita la sezione Analisi e BI.

 

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