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IBM i, ecco la roadmap fino al 2031

Progettualità a lungo termine. Questa sembra essere la parola d’ordine per IBM che ha recentemente svelato il proprio piano di sviluppo per la piattaforma IBM i fino al 2031. Continuità prima di tutto, per offrire alle aziende che utilizzano le soluzioni IBM i la certezza di poter contare su una soluzione affidabile, sicura e sempre aggiornata rispetto alle nuove esigenze del mercato.

Una scelta quantomai necessaria per rassicurare i tanti clienti che in Italia e nel mondo utilizzano da tempo questa piattaforma e che non vogliono certo stravolgere la propria attività alla ricerca di un nuovo sistema gestionale (ERP).

L'ultimo aggiornamento di IBM i è arrivato pochi mesi fa con una release, la 7.4, che ha introdotto significative novità in diversi ambiti tra cui sicurezza, gestione del sistema, rete, alta disponibilità, sviluppo applicativo e integrazione spinta con il mondo Open Source. Inoltre è stato rilasciato un nuovo prodotto, IBM Db2 Mirror for i, che permette di mantenere allineati e sincronizzati i database presenti su due nodi distinti (partizioni logiche dello stesso sistema o sistemi fisici differenti).

Alcune nuove funzioni della 7.4 sono state rese disponibili anche nella release precedente grazie all’annuncio di un nuovo Technology Refresh (TR6) per IBM i 7.3.

Attualmente sul mercato sono quindi presenti tre release di sistema operativo, IBM i 7.2, 7.3 e 7.4, anche se IBM ha già reso noto che la release 7.2 andrà fuori produzione il 30 aprile 2020 e fuori supporto il 30 aprile 2021.

Un percorso che conferma la roadmap del prodotto IBM i ad oggi già tracciata fino al 2031:

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** All statements regarding IBM's future direction and intent are subject to change or withdrawal without notice,and represent goals and objectives only.

** Arrows indicate “ongoing status” and do not imply any specific dates.

Ecco dunque che prende forma quel programma di continuità annunciato da IBM che significa garanzia e protezione degli investimenti sia per i molti clienti finali a livello mondiale sia per tutti i partner che sviluppano soluzioni applicative e prodotti per modernizzare la piattaforma IBM i. Niente male per un sistema che qualcuno aveva incautamente considerato “finito” qualche anno fa e che oggi dimostra una vitalità, modernità e apertura agli standard che non hanno paragoni sul mercato.

Si tratta di un aspetto importante da approfondire.

Il mercato di settore è ricco di offerte di sistemi a prezzi molto competitivi. Ma a parte le funzionalità di ciascun prodotto, quanti sono in grado di garantire un aggiornamento e supporto paragonabile a quello del colosso statunitense di Armonk?

Quando si scelgono soluzioni low cost di piccole software house, il rischio concreto è di ritrovarsi con un prodotto che, piena compatibilità a parte, può non essere più aggiornato o sviluppato. E questo sì che rappresenterebbe un grosso problema per le aziende che hanno scelto di affidare buona parte della gestione del proprio business a quel sistema.

Questo per sottolineare come, al netto delle funzionalità e delle esigenze specifiche di ogni business, sia importante scegliere piattaforme in grado di garantire livelli di supporto e business continuity estremamente elevati.

Ma probabilmente i clienti che già utilizzano IBM i lo sanno fin troppo bene ed è proprio l’affidabilità della soluzione che apprezzano maggiormente oltre, naturalmente, ai livelli di sicurezza del sistema. Non a caso, la release 7.4, introduce nuove funzionalità in quest’ambito per aiutare i clienti a gestire i propri dati, vero patrimonio aziendale, in modo sempre più sicuro.

Ecco allora che tutti i clienti che già hanno scelto IBM i e quelli che stanno valutando di introdurlo in azienda, possono stare tranquilli: ad oggi, la roadmap IBM i garantisce per i prossimi undici anni la certezza di poter contare sul proprio sistema operativo nonché su tutte le soluzioni in grado di modernizzare un prodotto che da oltre trent’anni è considerato top di gamma per prestazioni, affidabilità e sicurezza.

D’altronde, come ha detto l’informatico statunitense Alan Kay: “Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo”.

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