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Industria 4.0: scarica la guida per scoprire gli incentivi per le PMI nella Finanziaria 2019

Cloud, Internet of Things, dispositivi weareable una volta “riservati” agli addetti ai lavori ormai sono termini entrati a far parte del linguaggio comune. Ma, dalle parole ai fatti, quante aziende hanno investito davvero nel processo di digital transformation 4.0?

Iper ammortamento 2019

Se è vero che le grandi imprese, negli ultimi anni, hanno dato il via a questo processo seppur con ritmi non proprio serrati, le piccole e medie imprese finora sono state le grandi assenti, o meglio: pur consapevoli dell’importanza e dei vantaggi conseguibili attraverso l’introduzione in azienda non solo di queste nuove tecnologie ma di nuovi sistemi di gestione dei flussi di lavoro, praticamente solo una PMI su 5 in Italia ha già avviato un percorso di digital transformation.

Sarà (anche) per questo che le novità introdotte dalla Finanziaria 2019 nell’ambito del Piano Industria 4.0 riguardano soprattutto le piccole e medie imprese. L’intento sembra essere chiaramente quello di portare il maggior numero di realtà di queste dimensioni ad avviare una digitalizzazione entro il 2020.

Una scelta per certi versi comprensibile se si considera che il tessuto d’impresa nel nostro paese è formato per l’88% da piccole e medie imprese e che proprio la loro competitività in un panorama globale può rappresentare un fattore di rilancio decisivo per il nostro Paese.

 

Iper ammortamento e super ammortamento più vantaggiosi per le PMI nel 2019

Rispetto al 2018, la misura che è cambiata di più in favore delle PMI è senza dubbio quella che riguarda l’iper ammortamento che è anche la più conosciuta e popolare anche se, come vedremo più avanti, non è l’unica che può portare benefici concreti alle società medie e piccole.

Detto che l’iper ammortamento è la maggiorazione del costo di acquisizione per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, vediamo come è cambiato rispetto al passato.

La maggiorazione del costo che fino all’anno scorso era del 150%, con la nuova Legge di Bilancio prevede nuove modulazioni a seconda dell’entità degli investimenti:

  • 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;
  • 0% per la parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

Questo significa che proprio le PMI, ovvero quelle che possono investire cifre inferiori a 2,5 milioni di euro per la propria digital transformation in ottica 4.0 potranno ammortizzare i macchinari acquistati al 170% del proprio valore. E potranno farlo mettendo semplicemente a bilancio il valore maggiorato (dopo aver rispettato tempi e modalità di acquisto).

E per quanto concerne il super ammortamento? Dopo che, inizialmente, si pensava non venisse prorogato, questo incentivo è diventato invece uno dei cardini della Finanziaria 2019. Perché, da quest’anno, il super ammortamento spetta anche alle aziende che utilizzano servizi informatici in cloud.

Rispetto all’anno passato, quando il super ammortamento prevedeva una maggiorazione del 30% sui beni strumentali, dal 2019 la maggiorazione per gli investimenti in beni immateriali è del 40% (oltre il costo di acquisto del 100%) e, appunto, comprende anche servizi in cloud e altre importanti novità come soluzioni di realtà aumentata e ricostruzioni 3D.

Ma – e questa è un’altra novità sostanziale - solo per i soggetti che fruiscono dell’iper ammortamento. Ciò significa che i programmi in cloud e gli altri beni compresi nell’allegato B devono essere “connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0”. Tuttavia dobbiamo precisare anche che, per un bene materiale che gode dell’iper ammortamento, si possono ammortizzare beni immateriali anche se non strettamente collegati al primo.

 

Innovation Manager: arriva il voucher

Ma è anche vero che le imprese che decidono di investire nell’innovazione digitale puntano non solo sulle tecnologie ma anche sulle competenze nel web perché non sempre possono contare al loro interno di figure con uno spettro di competenze così trasversali.

Ed ecco perché il voucher per l’innovation manager è uno tra gli incentivi più interessanti contenuti nella Finanziaria 2019.

Da quest’anno, infatti, le PMI che desiderano investire sull’acquisizione di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale Impresa 4.0, potranno contare su un  nuovo contributo a fondo perduto da parte dello stato.

Si tratta di voucher che è così suddiviso:

  • 50% dei costi sostenuti dalle micro e piccole imprese (entro un massimo di 40 mila euro);
  • 30% dei costi sostenuti dalle medie imprese (entro un massimo di 25 mila euro);
  • 50% dei costi sostenuti dalle reti di imprese (entro un massimo di 80 mila euro).

Insomma, con una sintesi estrema possiamo dire che le società che hanno bisogno di una consulenza professionale in ambito 4.0, nel 2019 potranno ottenerla a metà prezzo. Naturalmente questi consulenti dovranno essere in possesso di adeguati requisiti di qualificazione ed essere iscritti in un apposito elenco che sarà redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico entro la fine di marzo 2019.

 

Fondo di Garanzia PMI 2019

Non si tratta di un contributo in denaro, ma di una misura comunque molto importante perché agevola l’accesso al credito per le piccole e medi imprese anche in assenza di garanzie reali.

Infatti, questo fondo non è altro che una garanzia da parte dello Stato sul denaro concesso dalle banche alle aziende fino al 60% del finanziamento richiesto entro un limite massimo di 1,5 milioni di euro.

 

Altri incentivi per le PMI nella Finanziaria 2019

Ma quali sono gli altri incentivi per le PMI previsti nel piano Industria 4.0 e confermati nella Finanziaria 2019? Vediamoli brevemente:

  • Centri di competenza ad alta specializzazione - Questa misura è tesa a promuovere la costituzione dei centri di competenza ad alta specializzazione sulle tematiche dell’Industria 4.0, incentivando le partnership tra soggetti pubblici e privati e coprendo fino al 50% delle spese sostenute. E, per quanto concerne soprattutto le società medie e piccole, per progetti d’innovazione industriale, ricerca e sviluppo (fino a 200 mila euro a progetto).
  • Credito d’imposta Formazione 4.0 - Credito d'imposta del 40% delle spese per le attività di formazione ammissibili del personale dipendente, entro il limite massimo di 300 mila euro.
  • Per tutte le altre misure è possibile consultare direttamente il Piano Industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico.

Le PMI italiane sono senz’altro le principali destinatarie delle novità contenute nella Finanziaria 2019 in ambito 4.0. Con certezza possiamo dire che rispetto a 2017 e 2018, quest’anno gli incentivi sono senz’altro più vantaggiosi. E, anche se è molto presto per prevedere se saranno prorogati anche nel 2020, meglio non attardarsi a intraprendere il percorso della digital transformation.