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Production management e carta: come aumentare la produzione

Con l’espressione production management vengono designate tutte quelle attività che intervengono nel processo di trasformazione delle materie prime o dei semilavorati in un output/prodotto finito. Nell’industria della carta e packaging, come nel resto del manifatturiero, il production management si avvale di una serie di tecnologie modulari con cui pianificare, gestire e controllare le fasi del ciclo produttivo. Fasi che, pur nelle differenti tipologie di imprese della filiera (cartiere, cartone ondulato, scatolifici), hanno in comune la medesima esigenza di aumento della produzione. Un’esigenza che passa inevitabilmente dall’introduzione di una maggiore efficienza nei flussi di lavorazione, che si può ottenere con strumenti evoluti di misurazione delle performance. Solitamente si parla di indicatori chiave o KPI (Key Performance Indicator) con cui avere parametri di riferimento delle prestazioni suddivise per ogni singola macchina, linea o commessa. L’incremento della produzione, infatti, è possibile soltanto se si conosce esattamente tutto quello che accade nello stabilimento in maniera tale da apportare le giuste migliorie laddove occorre.


L’OEE, il principale indicatore per il production management

Da quanto detto sopra si intuisce che le tecnologie del production management applicate al settore della carta devono essere in grado di far dialogare impianti e piattaforme alla luce di specifici KPI. In ambito manifatturiero, il principale indicatore si chiama OEE (Overall Equipment Effectiveness) e si fonda su tre coefficienti considerati nel loro insieme:

  • tasso di disponibilità dell’impianto;
  • efficienza della lavorazione;
  • tasso di qualità.

Il tasso di disponibilità calcola il rapporto fra il tempo in cui la macchina è stata impegnata (al netto delle fermate causate da setup, guasti e manutenzione) e il tempo potenziale durante il quale l’impianto lavorerebbe a pieno regime.

L’efficienza o performance consente di misurare la produzione effettiva in un dato intervallo di tempo confrontandola con la quantità teorica programmata per il medesimo lasso di tempo.

La qualità, infine, determina la percentuale di produzione valida, cioè conforme alle specifiche tecniche previste, rispetto alla produzione realmente svolta.


MRP e MES, i software che servono all’industria della carta e del packaging

Per adottare l’indicatore OEE nell’industria della carta è necessario disporre di uno o più software integrati fra loro, che diano una panoramica della produzione dal principio alla fine. Dalla schedulazione e pianificazione, quindi, che in genere si basa su sistemi APS (Advanced Planning and Scheduling), al monitoraggio e controllo della produzione tramite i classici MES (Manufacturing Execution System). Questi ultimi, in particolare, raccolgono i dati a bordo macchina, permettendo una verifica in tempo reale dell’andamento della fabbrica sia nel dettaglio sia a livello macro. Nel primo caso, nel dettaglio, offrono così un’informazione immediata all’operatore che può verificare se la lavorazione dell’impianto sia in linea con i target della programmazione giornaliera; nel secondo, diventano una rappresentazione preziosa per i direttori di produzione, i manager, il titolare per il controllo in tempo reale delle performance produttive. Nel comparto del cartario il production management non si esaurisce, tuttavia, con i sistemi APS e i MES. Entrambi si possono collegare ad altri moduli che gestiscono la logistica e il magazzino all’interno di un’architettura informativa più ampia.


Meno sprechi con un production management in chiave Lean

Questa architettura governa tutti i processi che hanno a che fare direttamente e indirettamente con la produzione, per aumentare la quale anche la tracciabilità è essenziale. Tracciabilità consentita, per esempio, mediante l’etichettatura delle bobine e la lettura dei barcode, ma anche coinvolgendo tutta la parte logistica: dall’ingresso della materia prima alla movimentazione del semilavorato, fino alla spedizione del prodotto finito munito di apposito documento di trasporto. Le potenziali sacche di inefficienza, che nella produzione possono derivare da setup, fermo macchina o sottodimensionamento del carico macchina, non è escluso che si manifestino in aree limitrofe quali, appunto, quelle della logistica e del magazzino. L’ideale, perciò, è un coordinamento tra le varie attività che concorra a definire un production management in chiave Lean, vale a dire che minimizzi gli sprechi in tutte le fasi di lavorazione. È questa la strada maestra affinché l’incremento di produzione nell’industria della carta e del packaging possa assumere una dimensione strutturale e non episodica.

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