<img height="1" width="1" style="display:none;" alt="" src="https://dc.ads.linkedin.com/collect/?pid=245801&amp;fmt=gif">
  • Blog
  • Fashion e retail, come ottimizzare le vendite

Fashion e retail, come ottimizzare le vendite

Il tema dell’ottimizzazione delle vendite in ambito fashion e retail ha senza dubbio una portata molto ampia, poiché il concetto stesso di ottimizzare, cioè di aumentare le vendite in store dipende da diversi fattori: limitando il discorso allo negozio fisico, si possono senza dubbio citare le capacità previsionali che si riflettono su quanti e quali prodotti avere in negozio e in quale periodo, ma anche - in modo diretto - sulla gestione del magazzino, dell’allestimento e, non meno importante, tutta la gestione del cliente, che si riflette sulla customer experience.

Quest’ultimo fattore, in un’era contraddistinta dalla connettività pervasiva, dall’avanzata continua dell’e-commerce e da modelli omnicanale di gestione delle reti retail, è uno dei principali fattori del successo del punto vendita che, nonostante stia in qualche modo subendo l’avanzata dell’e-commerce, rappresenta in ogni caso (e lo sarà ancora a lungo) il primo canale di vendita. Cercando di sintetizzare al massimo, potremmo dire che ottimizzare le vendite nel fashion e retail significa dare ai clienti ciò che vogliono, in modo che sia facilmente reperibile, che la brand experience (questo vale soprattutto nella moda) sia forte e pervasiva, e che l’esperienza d’acquisto sia piacevole, dinamica e senza intoppi, così come tutta la fase post vendita.


Fashion e retail: come la tecnologia che ottimizza le vendite

Certamente, il ruolo della tecnologia è essenziale in tutto ciò, e non solo con riferimento al customer journey o all’esperienza in-store. Pensiamo, per esempio, al ruolo centrale dell’assortimento, che oggi - grazie all’analisi e all’interpretazione di enormi volumi di dati - può superare le logiche delle tendenze di stagione e dello storico delle vendite, intercettando trend emergenti con estrema rapidità, sempre nell’ottica di fornire al cliente ciò che vuole e quando lo vuole. La tecnologia ottimizza la gestione dei magazzini, gli scambi di prodotti tra negozi e le attività logistiche, che intercorrono tra la sede e un punto vendita, accelerando tutti i processi e portando, laddove possibile, automazione e intelligenza. Non è un caso che molti retailer stiano studiando e implementando soluzioni di AI dedicate alla valorizzazione dei dati a loro disposizione, così da ottimizzare la strategia degli acquisti da un lato e la customer experience dall’altro.


Il software gestionale ottimizza la customer experience

Parlando di ottimizzazione delle vendite in ambito fashion e retail, si è già accennato al fatto che il tipo e la qualità della customer experience abbia dirette ripercussioni sui risultati commerciali. Anche qui, gli strumenti tecnologici a supporto sono moltissimi e possono spaziare dall’IoT alla realtà aumentata, ma il ruolo essenziale, ancora una volta, è quello dei dati.

Il software gestionale del negozio, a tal proposito, è l’elemento cardine attorno al quale ruota la customer experience: pensiamo anche solo alla gestione dei pagamenti, in un mondo in cui la tendenza al cashless è sempre più pervasiva e lo smartphone stesso diventa un POS che, di fatto, rende superfluo il concetto di punto cassa fisso.

In termini più generali, si può tranquillamente affermare che, senza uno strumento capace di coordinare efficacemente attività come i pagamenti, carichi e scarichi di magazzino, la fatturazione, la gestione degli ordini e molto altro, si assisterebbe semplicemente a una separazione tra ciò che gli utenti cercano in negozio e quello che è realmente presente, con evidenti ripercussioni sull’esperienza in-store.

Non solo: il gestionale è il perno attorno al qualche ruotano tutte le strategie di ottimizzazione incentrate sui dati. Tornando a un concetto già espresso, l’elemento cardine della customer-centricity è la personalizzazione del servizio, e questa può essere raggiunta unicamente tramite analisi dei dati: storico degli acquisti, trend emergenti, preferenze d’acquisto, sistemi di pagamento e molto altro possono essere monitorati e, soprattutto, elaborati ai fini di attività personalizzate di marketing, che vadano al di là della logica delle tessere fedeltà e creino un rapporto ad hoc tra il retailer e il cliente. La fidelizzazione, a questo punto, è davvero dietro l’angolo.

retail_come migliorare la gestione del punto vendita